Il sentiero sostenibile e il trailbuilding

Prendendo spunto dal bell”evento di ieri che si è svolto a Finale Ligure,il”Trailbuilding Workshop IMBA” tenuto da Edoardo Melchiori di www.imba-italia.org,mi sono posto diverse domande in merito alla progettazione e sostenibilità dei nostri sentieri,in particolare proprio oggi in cui abbiamo in atto  una allerta meteo gialla,una delle tante ormai.Partendo dalle mutazioni climatiche che oggettivamente sono sempre più tropicalizzate e con ogni probabilità lo saranno negli anni futuri,con forti temporali,bombe d’acqua,bombe di neve e conseguenti  lunghi periodi di siccità,condizioni sempre più estremizzate e pendii importanti,visto che nel nostro caso in pochi chilometri possiamo arrivare dalla spiaggia agli otre 1ooo metri slm,il grande numero di utenti che li utilizzano,chi pratica XC,chi enduro,chi invece utilizza mezzi di risalita meccanica in puro stile DH o con pedalata assistita,stili di guida molto differenti,velocità differenti e bici differenti eobiettivi diversi. Rileggo  un punto del decalogo del sentiero sostenibile dell’IMBA,punto 3 : “Evita i sentieri in caso di fango” e lo riporto per intero,con l’ulteriore commento di Edoardo di seguito:

“Uno dei 10 punti del mountain biking sostenibile IMBA è “evita i sentieri in caso di fango”. Ma cosa vuole dire di preciso? Sui social network ha suscitato molte risposte incuriosite ed ironia visto che il fango è spesso presente in molte uscite in mountain bike.

Percorrere un sentiero fangoso vuole dire danneggiarlo ulteriormente scavandolo, accentuando eventuali problematiche di erosione e creando canali che verranno riempiti dalle prossime piogge peggiorando ulteriormente le sue condizioni. Il risultato? In questo modo il vostro sentiero preferito sarà rovinato e saranno necessarie molte ore di lavoro per ripristinarlo.

Le condizioni peggiori sono in primavera ed autunno quando forti piogge e clima caldo contribuiscono a rendere più molle e vulnerabile il terreno. Se i sentieri sono in queste condizioni cercate di utilizzare strade alternative (asfalto o sterrato) o percorrete i sentieri quando le temperature calano e si ghiacciano.

Le tecniche IMBA di trailbuilding insegnano a realizzare sentieri con accorgimenti che aiutano a prevenire lo stagnare dell’acqua ed il formarsi di fango.

La prevenzione è molto importante, investite ad esempio una mattinata nel realizzare uno scolo per l’acqua

su un sentiero vi consentirà di poterlo pedalare anche in inverno senza problemi!”

Commento al post di Edoardo:

“La quantità di precipitazioni non è l’unico fattore da considerare, ci sono molti altri fattori che comportano la formazione di fango (ed una maggiore erosione) fra cui:

– la tipologia di terreno (sabbioso, argilloso, roccioso, drenante vs non drenante),
– l’esposizione del versante (nord, sud e la presenza di ombra o meno),
– temperatura (un terreno ghiacciato è molto più resistente all’erosione),
– il numero di passaggi (maggiori il numero di utenti maggiore l’erosione) e
– la progettazione del sentiero (il sentiero è stato progettato e costruito con una corretta gestione delle acque? L’acqua scorre via dal sentiero o resta intrappolata?).

Saper valutare le condizioni dei sentieri e saper quindi prendere di conseguenza decisioni consapevoli è un fattore importante per poter fruire della rete sentieristica tutto l’anno senza caricare eccessivamente sulla natura. Se si vive in un’area con grandi precipitazioni ci sono moltissime cose che si possono fare per poter continuare a praticare la mtb senza alcun problema.

Se un sentiero dopo forti piogge è molto fangoso e percorrendolo andrei a rovinarlo posso:
– scegliere di non percorrere quel tratto di sentiero e prediligere un altro sentiero esposto a sud che sarà quindi meno fangoso,
– in inverno posso pianificare le mie uscite in orari nei quali il terreno è ancora ghiacciato e quindi meno soggetto all’erosione,
– prediligere sentieri con fondo più drenante,
– pianificare interventi di manutenzione dei sentiero per gestire meglio il flusso dell’acqua durante le piogge per evitare che stagnando crei fango.

Nella mtb molti non sono abituati a pensare alle condizioni del territorio quando pianificano una uscita ma per fare un paragone pensiamo allo sci fuoripista: a seconda delle condizioni uno sciatore esperto sceglierà un versante piuttosto che un altro. Certamente è possibile sciare su pendii con poca neve e pieni di sassi o su pendii a rischio di valanghe ma la scelta informata e consapevole resta quella di pianificare la proprio uscita in base alle condizioni del territorio”.

Siamo sicuri che i sentieri sono progettati in maniera corretta,la giusta progettazione preserverebbe ore di manutenzione,o quantomeno le potrebbe limitare in maniera rilevante.

Questo mi porto dall’incontro di sabato,”Non ho certezze e continuo a farmi domande,cercando di imparare in ogno momento e da tutti”,cercando di fare scelte il più possibili consapevoli.

Imba Italia
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