Il re degli ignoranti

Uomo Vitruviano

Dal vocabolario Traccani : ignoranza singolare femminile [dal latino ignorantia]. – 1. Con significato ristretto, l’ignorare determinate cose, per non essersene mai occupato o per non averne avuto notizia: ignoranza dei proprî doveri; ignoranza di una scienza, di un’arte; l’ignoranza della legge non scusa la sua violazione; cullarsi nell’ignoranza; confesso la mia ignoranza, per scusarsi di non intendersi di una data materia o di ignorare cose che si dovrebbero sapere. 2. Più comunemente, la condizione di chi è ignorante, cioè privo d’istruzione: vivere nell’ignoranza; sollevarsi dall’ignoranza; ignoranza grossolana, ignoranza crassa; la superbia è figlia dell’ignoranza.In espressioni esclamative: santa ignoranza!, in tono tra impaziente e ironico, di fronte a persona che mostri di essere più ignorante di quanto dovrebbe; beata ignoranza!, o beata l’ignoranza!, felice colui che può vivere una vita semplice e tranquilla senza essere tormentato dai problemi che il sapere porta con sé. 3. Mancanza di educazione, villania: non rispondere al saluto è ignoranza bella e buona.

Il primo significato non è ammissibile,sia il cittadino nella sua vita sociale,che nelle attività ludico ricreative e sociali deve attenersi e rispettare regole,chi pratica uno sport,deve rispettare le regole proprie della disciplina sportiva,nel rispetto delle norme generali.(Gerarchia delle norme)Insoma ogni praticante è tenuto ad informarsi sulle regole tecniche della disciplina che pratica e delle regole,ad esempio del codice della strada se la sua attività di allenamento o pratica sportiva si svolge per strada e così via…….Regole ,plurale di regola (règola singolare. femminile [dal lat. regŭla ( «guidare diritto»), che significò dapprima «assicella di legno, regolo» e per traslato «regola, norma»; 1. Modo di svolgersi ordinato..da ciò ne consegue: regolare, aggettivo [dal lat. regularis regŭla «regola»]. – 1. Conforme a una regola o alle regole, al regolamento o alle disposizioni di legge, alle norme e alle prescrizioni: seguire un corso regolare di studî, vincere un regolare concorso; nomina regolare,…

Nelle varie accezioni e significati letterari un grandissimo autore,poeta e regista,Pierpaolo Pasolini  vede nell’ignoranza e nella semplicità degli emarginati,degli ultimi,delle persone che non hanno “subito” un’istruzione cosiddetta borghese e “benpensante”  l’innocenza intesa come  purezza dell’uomo libero,una sorta di innocenza a livello primordiale. Anche Adriano Celentano ha intitolato un suo disco”Il re degli ignoranti” per sottolineare la sua appartenenza e vicinanza al popolo,il suo essere normale,ma non è la normalità l’ignoranza,così come  le persone non sono tutte uguali omologate e omologabili in uno standard generale uguale per tutti,ogni essere umano è un microcosmo,un universo dalle immense capacità e possibilità,siamo tutti uguale nelle nostre differenze e peculiarità.

In sostanza penso invece che l’arroganza di certe persone sia figlia  della voluta ignoranza delle regole,le regole valgono per gli altri e non per noi……..Questo modo di pensare è sempre molto di moda,ma dato che le regole nella vita civile esistono per garantire la libertà di tutti,poichè la mia libertà ha il suo limite nel rispetto della libertà degli altri e in termini reali questo limite è determinato dalla legge,le norme possono piacere o meno,ma di fatto regolano i nostri rapporti altrimenti vigerebbe la legge della giungla e la prevaricazione.Costituzione,Leggi,Decreti,ecc   regolano la nostra convivenza civile,ogni sport ha le sue regole che governano anche l’attività amatoriale  e di svago proprio perchè coinvolgono vari appassionati e non siamo” i soli e unici”,per i giovani che praticano sport giovanile il valore del rispetto delle norme dello sport  è  ancora maggiore poichè li educano,li formano per la loro vita futura e li preparano ad essere dei cittadini,chi non rispetta le norme infatti è un “fuorilegge” e va perseguito,sia alivello sportivo che nel diritto penale,civile e amministrativo.

Spiace rimarcare queste cose che dovrebbero essere arcinote,ma sono principi fondamentali di civiltà e di convivenza comune.

 


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