Come usare al meglio un Gps? Risponde l’esperto…

Qui di seguito il bell’articolo di Simone Lanciotti sull’utilizzo del Gps,in ambito ciclistico e mtb.Buona lettura.
Articolo http://www.mtbcult.it ,del 28 luglio 2016

Il Gps, la creazione e la condivisione di tracce e itinerari e, in tempi più recenti, l’analisi delle proprie prestazioni è un mondo in costante evoluzione e che appassiona centinaia di migliaia di ciclisti, siano essi biker che stradisti.
Però, a volte, quanto più un prodotto si evolve e tanto più può risultare difficile capirne tutto il potenziale.
Questo articolo contiene le informazioni necessarie su come usare al meglio un Gps e, anche se si farà riferimento ai prodotti Garmin, questo articolo ha l’obiettivo di diventare una guida per ottimizzare il funzionamento del proprio strumento, sia esso Garmin che non.
come usare al meglio un gps

Matteo Bortesi, Product Marketing Manager di Garmin Italia

A Matteo Bortesi, di Garmin Italia, ho rivolto le domande che state per leggere e le sue risposte sono state molto interessanti.
Buona lettura.

– Cos’è un file Gpx e in cosa consiste?
– E’ un file di scambio universalmente riconosciuto nel mondo Gps senza una protocollazione proprietaria.
Si chiama anche Gps Exchange Format, serve per lo scambio libero dei dati Gps ed è, o dovrebbe, essere compatibile con il 95% dei dispositivi Gps, Garmin compresi.
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Dal Garmin Edge Explore 1000 (nella foto) all’Edge 25, passando per gli smartphone, la quasi totalità dei dispositivi Gps è in grado di leggere i file Gpx.

– Da cosa è costituito questo file?
– Questo file contiene una geolocalizzazione, secondo per secondo, ergo i dati di latitudine e longitudine, i tempi di start e stop, suddivisi per partenza, i dati di quota, i dati di velocità secondo per secondo e tutte le informazioni provenienti dagli eventuali accessori connessi al dispositivo Gps.
Volendo è possibile aprire un file Gpx anche con Microsoft Excel in modo da visualizzare tutte le informazioni che quel file Gpx contiene.
Va detto che è un’operazione che può avere una sua utilità per gli utenti più attenti alla performance e che soprattutto sappiano gestire le informazioni che il dato puro contiene.
Vi spiego come fare: partendo da una traccia che abbiamo salvato dentro al nostro account su Garmin Connect è possibile scaricare il relativo file Gpx (oppure in formato Tcx, acronimo di Training Center Exchange, oppure Fit, un file protocollato da Garmin contenente i dati rilevati da accessori come il cardio, la potenza e via dicendo in una forma molto compatta).
Apriamo Microsoft Excel, creiamo un nuovo file e trasciniamo il file Gpx dentro questo nuovo Excel.
Automaticamente viene importato il file, creata una tabella con i vari dati presenti nel Gpx che possono essere, oltre a latitudine e longitudine, anche il battito cardiaco, la potenza, la quota e via dicendo.
Questa tabella, però, esce dalla normale operatività di un utente al quale l’elaborazione automatica dei file Gpx realizzata da Garmin Connect è più che sufficiente oltre a essere di più immediata e facile comprensione.

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Non tutti infatti hanno tempo, voglia, capacità o necessità di mettersi a esaminare punto per punto la propria uscita, gara o allenamento che sia.
Tieni presente che Garmin Connect è realizzato con la consulenza di tecnici, preparatori e ingegneri che sanno analizzare i dati e che sanno soprattutto renderli comprensibili ai 15 milioni di utenti registrati a oggi sulla nostra piattaforma in tutto il mondo.
Anche ai pro’, però, Garmin Connect è utile, perché alla fine di una tappa del Giro o del Tour un atleta non ha il tempo o la necessità di mettersi a controllare il suo rendimento punto per punto.
Gli basta piuttosto la media o il dato di picco di una certa metrica per capire quanto ha faticato, quanto è stato veloce e via dicendo.
Gli basta un colpo d’occhio su Garmin Connect per capire e poi pensa ad altro.
Volendo, però, può approfondire, ad esempio, scaricando il file Fit creato dal suo dispositivo Garmin e importarlo in Training Peaks che è un programma professionale, fratello di Garmin Connect, GoldenCheetah e altri ancora, cioè programmi per “professionisti” o per gente molto molto preparata che ha la possibilità o la capacità di fare tutte le analisi che ritiene necessarie.
Garmin Connect è prima di tutto una piattaforma facile da utilizzare per tutti, diciamo una piattaforma “democratica”, immediata ed efficace e quello che manca a Garmin Connect lo trovate in altre piattaforme.
Noi diamo a tutti la possibilità di esportare i file in formato Tcx e Fit

– Mi hai detto che ogni secondo c’è la registrazione della propria posizione, ma volendo è possibile ampliare lo spazio di tempo fra una rilevazione e l’altra?
– Alcuni prodotti lo permettono e altri no.
Nel mondo running e bici, e quindi rispettivamente per le serie Forerunner ed Edge, abbiamo due registrazioni di traccia, ovvero la Smart Recording e la Every Second Recording.
Sul fenix 3, cioè un prodotto trasversale, c’è anche la possibilità di attivare la funzione Ultra Trac, ovvero una registrazione ogni 30 secondi, che porta a una linea di tracciatura che sarà un po’ meno precisa o anche molto imprecisa, in base alla velocità di avanzamento.
Quindi l’Ultra Trac è utile per il trail running e discipline endurance.
Scendere sotto la tracciatura del secondo nella rilevazione porta a una visualizzazione quasi isterica dei dati, come accadeva ad esempio sull’Edge 305 del 2006.
Mentre guardi il display il dato cambia di continuo e sui dispositivi più recenti abbiamo preferito visualizzare dei dati sul display che siano mediati ogni 3 secondi.
E il dato diventa più stabile.
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Il display minimale del Garmin Edge 25, pur essendo molto piccolo, è ancora in grado di fornire informazioni sulla strada seguire. Cioè ha la funzione routing.

– Cos’è la funzione Routing?
– E’ una grande innovazione, perché consente a un utente di impostare un punto di partenza e un punto di arrivo senza per forza doverci arrivare in linea retta.
Routing significa avere un layer di mappa sottostante a una traccia che interpreta gli attributi di una strada o di un single track, in ottemperanza al Codice della Strada, permettendoti di arrivare, svolta dopo svolta, alla tua destinazione.
Ovviamente la strada che la funzione routing ti fa fare varia in base al tipo di mezzo che stai utilizzando.
Se sei su una bici è un conto e se sei su una moto, per dire, è un altro.
E ci tengo a precisare che a partire dal Garmin Edge Touring abbia inserito la funzione Round Trip Routing, cioè la funzione che permette la creazione di percorsi ad anello (come è stato spiegato in occasione del test dell’Edge Explore 1000, ndr).

– Qual è la posizione migliore in cui tenere un Gps: sul manubrio o nello zaino?
– Dipende da quale prodotti hai, perché dipende da dove è stato messo l’hardware demandato alla ricezione del segnale Gps.
L’antenna di un Edge è proprio sotto lo schermo e quindi la sua posizione ideale è orizzontale, ovvero sul manubrio.
La serie Oregon ed Etrex hanno l’antenna in testa, quindi è meglio tenerli in posizione verticale (e non a caso si chiamano palmari), ma con le antenne di ultima generazione funzionano anche in orizzontale.
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La posizione ottimale dei dispositivi Edge è orizzontale.

– Posso tenerlo in tasca durante la mia attività?
– Sì, il corpo umano non scherma il satellite, ma non teniamo il dispositivo troppo nascosto, come dentro lo zaino per esempio.
Solo le fibre tecnologicamente avanzate come la fibra di carbonio possono creare una schermatura.

– Quando piove, nevica o c’è nebbia la precisione Gps diminuisce?
– Pioggia, neve e nebbia non sono un problema per il Gps.
I problemi di ricezione possono comparire, ad esempio, in vallate molto strette, come, ad esempio, la Val Taleggio, tanto per citare un posto a me caro, nelle quali il segnale Gps fa fatica ad entrare.
C’è da considerare che in una vallata stretta la porzione di cielo visibile, e quindi la possibilità di vedere almeno 3 satelliti, è molto limitata e inoltre c’è un alto rischio che il segnale Gps rimbalzi sulle pareti facendo perdere precisione allo strumento.
Peggio ancora nel caso in cui sulle pareti ci sia la neve.
Oppure anche nelle città con grattacieli molto alti, e quindi in presenza di superfici riflettenti, ci sono problemi di ricezione.
E’ una carenza naturale del Gps.
Oppure in prossimità di caserme o basi militari ci possono essere delle perdite di segnale per oscuramento militare del segnale stesso.
Quindi, non è colpa di Garmin se si perde il segnale in Val Taleggio… :-)
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Ecco una situazione in cui un dispositivo Gps può andare in crisi: una gola molto stretta. Qui attivare l’opzione Glonass può essere molto utile.

– Nel bosco la ricezione Gps peggiora? Quali condizioni peggiorano le prestazioni?
– No, perché con l’avvento della serie Etrex abbiamo potenziato il chipset del Gps e quindi anche sotto un fogliame molto folto funziona ancora bene.
Non ultimo, dal 2014 in poi, abbiamo inserito anche l’opzione Glonass che porta a 56 il numero totale di satelliti disponibili e questo riduce notevolmente la possibilità che lo strumento possa perdere il segnale.

– L’alta quota migliora la ricezione e la precisione?
– La migliore ricezione l’abbiamo nel campo libero e la quota non influisce sulla precisione in maniera apprezzabile.
La frequenza delle onde elettromagnetiche del Gps è di 2,4 GHz, cioè altissima frequenza, e questo vuol dire che un cambiamento di quota anche di 5000 metri non altera la precisione.
Ciò che importa è il Fix di almeno 3 satelliti.
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– Il telefono cellulare può creare interferenze?
– No, anzi, è complementare alle funzioni di un dispositivo, come la funzione di rilevamento da remoto Live Tracking. In realtà è un nostro alleato.

– La velocità di avanzamento influisce sulla precisione di rilevamento del Gps?
No, perché il prodotto Garmin disegna la traccia ogni secondo, poi noi mediamo il dato ogni tre secondi.
Ovviamente quanto più si va veloce, esempio una MotoGp, tanto più lungo sarà lo spazio disegnato sulla mappa tra due punti in un singolo secondo.

– Ant+ e Bluetooth: quale dei due consuma più batteria?
– Il Bluetooth notoriamente è un “alcolizzato” di batteria ed è per questo che è stato inventato il protocollo Ant+.
Il protocollo Ant+, così come il protocollo Fit, prevede una compressione dei dati enorme, addirittura nel caso della frequenza cardiaca siamo in grado di rilevare l’attività cardiaca ed extrasistolica a intervalli RR.
Questa mole di dati deve essere compressa altrimenti il consumo di batteria sarebbe enormemente più elevato.
E l’Ant+ lo consente.
Pensa che la batteria Cr2032 di una fascia cardio Ant+ dura 500 ore…
Ovviamente, però, se ad un Edge 520, per fare un esempio, si collegano altri tre sensori Ant+ la durata della batteria del dispositivo diminuisce rispetto alle ore che noi dichiariamo.
Se hai tanti sensori Ant+ attivi, il Glonass (opzione che consuma molta batteria), la retroilluminazione attivata, le Smart Notifications e altro se arrivi a una durata di 5 ore puoi ritenerti soddisfatto.

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– Come posso minimizzare il consumo di batteria?
– Noi prima di tutto consigliamo un utilizzo sensato del prodotto, ovvero ove la retroilluminazione non serve, e tieni presente che la retroilluminazione è il motivo principale di consumo della batteria, tenetela spenta o addirittura al minimo.
Ed è per questo motivo che c’è la funzione di illuminazione automatica in base alla luce ambientale.
Poi, se siamo su strada è inutile utilizzare il sensore di velocità, il Vector (cioè il misuratore di potenza) e il sensore di cadenza insieme, perché usando il Vector automaticamente abbiamo anche il dato della cadenza di pedalata, e se siamo su strada il sensore di velocità non serve perché ho il Gps.
Se faccio Mtb, semmai, è consigliato il sensore di velocità, in modo che laddove il segnale Gps fosse carente ho comunque le informazioni dal sensore di velocità.
Il Live Tracking, inoltre, consuma batteria perché c’è di mezzo il Bluetooth e quindi se non mi è necessario è meglio spegnerlo se l’obiettivo è fare un’uscita di molte ore.
Oppure se sono in Mtb, il Live Tracking mi può essere utile per motivi di sicurezza, così che la mia posizione è nota a chi mi sta seguendo. In tal caso, magari, sacrifichiamo altri allarmi e funzioni se pensiamo di pedalare per oltre 7-8 ore.
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I satelliti della rete satellitare Gps
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I satelliti della rete satellitare Glonass

– Cos’è il Glonass e, visto che ci siamo, cos’è il Gps?
– Il Gps è l’acronimo di Global Positioning System ed è una serie di satelliti posizionati sull’orbita terrestre.
Inoltre, essendo la Terra non tonda, ma piuttosto simile a una patata (infatti si chiama anche geoide), ci possono essere talvolta degli errori nella rilevazione dei dati Gps.
Il sistema Gps è diventato disponibile agli usi civili dal 1989, ma per tali scopi la precisione degli strumenti non può scendere sotto il centimetro.
A parte casi e strumenti speciali.
Quindi, la nostra precisione è imposta e ci serve per creare una fantomatica bolla di 5 metri di precisione.
Per avere un punto sul globo occorrono almeno tre satelliti e tanti più satelliti partecipano alla definizione di questo punto sul globo, tanto più precisa sarà la rilevazione del dispositivo.
Ed ecco perché il sistema Glonass ci viene in aiuto, perché amplia il numero di satelliti disponibili.
Questi satelliti sono su orbite leggermente differenti, per evitare collisioni con quelli del Gps, e, uniti a quelli del Gps, permettono a uno strumento, anche in vallate molto strette, di avere maggiori possibilità di “agganciare” un satellite e di non perdere la geolocalizzazione.
Inoltre, laddove ci fosse del folto fogliame sulla testa del biker, come ti dicevo prima, è possibile che il dispositivo riesca a vedere un satellite che sta all’orizzonte e non sulla nostra testa, bypassando il problema.
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Il bosco non complica più di tanto la ricezione del segnale Gps Foto Scott-Sports.com

– Cos’è il fixing dei satelliti?
– L’antenna satellitare ha necessità di scaldarsi prima di partire, ma oggi le tecnologie sono molto differenti.
Le nuove antenne sono HotFix e contengono anche le effemeridi dei satelliti, cioè il registro che tiene conto della loro posizione, e questo agevola e velocizza la loro localizzazione da parte dello strumento.
Quindi, oggi servono 10-12 secondi al dispositivo per individuare i satelliti e fare il cosiddetto fixing satellitare la prima volta che viene acceso oppure quando viene acceso in un punto diverso (diciamo più lontano di svariati km) rispetto a quello in cui è stato spento.
L’attesa diventa più breve, pochi secondi, se accendiamo lo strumento nel punto in cui l’abbiamo spento l’ultima volta perché lo strumento stesso sa che a una data ora in una data posizione del globo troverà, ad esempio, a est il satellite 22 Gps, sopra la testa del biker il satellite 17 Glonass e via dicendo, velocizzando il fixing.

– Come posso valutare la precisione di un Gps? Ovvero come faccio a valutare se un Edge 1000 è più preciso di un Edge Explore 820?
– Sono precisi allo stesso modo a parità di impostazioni. Se tu metti lo Smart Recording su uno e la registrazione ogni secondo sull’altro il disegno della traccia sarà differente, ma i dati numerici non cambieranno, si consumerà però meno batteria.
E’ importante che gli utenti studino bene le caratteristiche tecniche dei prodotti, perché i risultati possono essere molto diversi.

– In che modo l’altimetro barometrico migliora le prestazioni di uno strumento Gps?
– Beh, va a compensare l’errore nella rilevazione Gps dovuto alla forma non perfettamente sferica della Terra.
In generale, però, tutto ciò che viene rilevato in tempo reale è precario, utile, ma precario. Se io sono a quota 4527 metri secondo quanto dice un punto Igm e lo strumento mi dà uno scostamento di 10-15 metri, non devo chiamare subito Garmin per segnalare l’errore.
Quando poi scarico il dato, il tutto viene messo su una mappa che all’interno ha degli attributi X,Y,Z sugli assi cartesiani e allora ti dà la trasformazione del dato rilevato in quelli che sono i punti inseriti nella mappa di Garmin Connect Base Camp che corrispondono, ad esempio, ai 4809 m del Monte Bianco che tutti conosciamo.
Quindi, barometri e Gps insieme ti danno una bella garanzia di precisione.
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Il sensore di velocità Garmin da applicare sul mozzo.
Foto Singletrackworld.com

– Sensore di velocità: quanto aiuta a migliorare la precisione nel calcolo di velocità e distanza di un dispositivo Gps?
– E’ un accessorio molto utile che entra in funzione in assenza di segnale Gps, quindi in galleria o in posti che rendono difficile la ricezione del segnale, ma è importante tararlo bene, cioè deve avere il valore esatto della circonferenza della ruota e se cambiamo bici, cioè se passiamo da una 29” a una 27,5”, è bene informare il sensore di velocità.. andando nella sezione dettagli sensore.

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– C’è qualcosa in cui lo smartphone è effettivamente meglio di un dispositivo Gps?
– Ad oggi l’antenna Gps di uno smartphone non è all’altezza di quella di un dispositivo Gps dedicato. Senza entrare nei segreti di cosa ci sia dentro un prodotto Garmin o dentro quello di uno smartphone. Basti pensare che i nostri prodotti hanno un’antenna differente in base all’uso che se ne deve fare.
Le antenne degli smartphone sono più basiche e “democratiche”: se io mettessi l’antenna di un fenix 3 dentro a uno smartphone la batteria verrebbe consumata in poco tempo.
Lo smartphone è molto utile, ma per altre cose e in generale deve svolgere la funzione di telefono per la quale è stato concepito.

Passiamo adesso alle domande che entrano di più nel dettaglio sui prodotti e sull’utilizzo dei dispositivi Garmin.
Qui trovate l’archivio di tutti gli articoli (test, novità e approfondimenti) realizzati ad oggi da MtbCult.

– Che cos’è la modalità Battery Safe Mode dell’Edge 820?
– Se abbiamo in mente di fare la Parigi-Brest-Parigi, ovvero una pedalata di svariati giorni, il mio consiglio è quello di attivare la funzione Battery Save Mode e, sui dispositivi che la supportano, l’Ultra Trac.
L’Ultra Trac, in pratica, è un’impostazione che permette al dispositivo di ricevere un bit ogni 60 secondi (e non ogni secondo), in modo da limitare il consumo di batteria.
Il Battery Safe Mode estende fino 24 ore la durata della batteria ed è presente solo sui nuovi Edge 820 ed Edge Explore 820.
In sostanza, abilitando questa funzione, è possibile registrare la propria attività anche con lo schermo oscurato.
Per riattivarlo è sufficiente toccarlo oppure, come opzione configurabile, si riattiva da solo nel caso in cui arrivi un avviso di svolta, un lap, un segmento e quant’altro.
Con questa funzione riusciamo ad aumentare di un 50% la durata della batteria.
Questa funzione verrà poi inserita anche sui prossimi Edge.

– A chi serve un Edge 1000 e a chi invece è sufficiente un Edge 25?
– L’Edge 25 serve a chi ha necessità di avere pochi dati, non vuole entrare nei meandri del menù, ma un prodotto che costa poco non vuole dire che valga poco.
Vuol dire che ti dà quello che è sufficiente per il tuo allenamento, ma quando scarichi i dati ottieni più o meno quello che otterresti con l’Edge 1000.
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Il Garmin Edge 1000. Qui il test

La differenza fra i due sta in ciò che riesci a vedere in tempo reale.
Poi, l’Edge 25 lo compro perché voglio la bici superleggera, in gara mi serve di vedere solo velocità e a fine gara mi interessa valutare solo la quota e il cuore.
L’Edge 1000, invece, lo compro perché sono molto avanti con la valutazione dei dati, mentre pedalo voglio avere la consapevolezza totale di quello che sto facendo e magari perché voglio avere sempre il top di gamma, anche se ne so usare solo il 10% delle funzioni. Ma questo non importa: se vado al “ristorante buono” non devo mangiare tutto il menù, ma sarò certo che ogni singolo piatto sarà sicuramente succulento.
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Il Garmin Edge 25. Qui il test.

– Come faccio ad aggiungere un percorso Gpx sul mio dispositivo?
– Prima di tutto sconsiglio caldamente di caricare le tracce Gpx nel dispositivo Garmin come fosse un dispositivo di archiviazione di massa o una penna Usb, per capirci.
Questo può introdurre un numero vastissimo di complicazioni, introdurre dei virus sul dispositivo e arrivare a invalidarne la garanzia. E noi ce ne accorgiamo se ne è stato fatto un uso improprio.
La procedura corretta, quindi, prevede l’utilizzo prima dell’applicativo Garmin Express e quindi del portale Garmin Connect.
Per chiarezza: in Garmin Connect un percorso gpx è chiamata Attività, mentre dentro Percorsi puoi creare (oppure modificare se ne sono già stati creati alcuni) itinerari con Garmin Connect.
Quindi, dal menù di Garmin Connect si entra dentro Attività e qui è possibile caricare un percorso Gpx tramite il caricamento manuale.
Selezioni il file Gpx che vuoi importare e procedi.
A quel punto Garmin Connect lo importa come una nuova attività.
Clicco ed entro nei dettagli di questa nuova attività, vado in alto a destra e c’è un menu con le voci “Invia al dispositivo” e “Salva come percorso”.
A quel punto, se il mio dispositivo è collegato, il gioco è fatto.

– Per il routing sui sentieri è necessario avere istallate delle mappe addizionali?
– Preferibilmente sì. Tutto ciò che noi mettiamo di gratuito nei nostri prodotti ha l’alea della gratuità.
La Garmin Cycling Map è una mappa OSM, cioè Open Street Map, ad uso gratuito, la cui mappatura è fatta da persone non autorevoli e non referenziate.
La Garmin Topo Trek Map V4, invece, è creata in ottemperanza a tutte le leggi e al Codice della Strada e con una raccolta dati da fonti professionali e riconosciute.
Se devo andare in una parte che non conosco bene è consigliabile affidarsi a una mappa vera.

– In quale misura le Smart Notifications influiscono sulla durata della batteria?
– Dipende da quanto sei ricercato… 😄
I prodotti Edge sono fatti per ricevere solo Sms e telefonate e non permette di rispondere a una telefonata, ad esempio.
Quindi, se si ricevono 40 telefonate e 20 Sms durante 2 ore in bici, beh, forse non era proprio il momento di andare in bici… 😁

– E fra una fascia cardio Ant+ e le Smart Notifications?
Non ho un dato ufficiale, ma ti rispondo basandomi dalle migliaia di ore di test che faccio personalmente.
Il rapporto fra le due è di 1 a 100 per farti capire quanto la fascia cardio consumi poco. Le Smart Notification sono da considerare come accessori per il mondo Garmin, qualora la durata della batteria il focus.

– E il Glonass quanto influisce sul consumo di batteria? Quando e a chi consigli di utilizzare questa opzione?
Diciamo che aumenta il consumo della batteria di un 30%.
La attivi quando il dispositivo perde il satellite, ovvero quando sei in una vallata stretta, come la Val Taleggio, ma non è assolutamente da tenere sempre accesso.

– Gli smartwatch Garmin (dal Vivoactive al fenix3) sono validi anche per il ciclismo? Ti senti di consigliarli?
Sì, ma non sento di consigliarli. In bici un Edge ci sta bene, ma un fenix o un Vivoactive meno.
La leggibilità del display, pur mettendo il fenix sul manubrio, non è come quella di un Edge.
Ovviamente, però, il fenix può essere usato benissimo per fare ciclismo, perché è ampiamente configurabile e molto potente, a patto di non avere la necessità di star sempre a guardare il display.
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Il Garmin Vivoactive (nella foto) può essere utilizzato anche per l’attività in bici.

– Perché a volte la connessione bluetooth fra dispositivo Garmin e smartphone è difficoltosa? Come si può risolvere?
Facciamo una premessa: noi diamo la piena compatibilità con le piattaforme Android (dalla 4.1 in su), iOS (dall’iPhone 4s e superiori) e Windows Phone (dalla 4.1 in su).
I produttori di smartphone sono tantissimi e noi indichiamo la compatibilità tramite un test di sincronizzazione.
Su questo sito c’è la lista completa dei dispositivi compatibili.
Noi il protocollo lo diamo uguale per tutti, ma magari il case dello smartphone compromette la ricezione dell’antenna bluetooth oppure l’antenna bluetooth stessa è scarsina e quindi a volte sono le caratteristiche dell’hardware dello smartphone a rendere le cose un po’ più difficili.
In generale sugli smartphone più popolari i Garmin funzionano alla grande.
Un altro problema che tanti riscontrano, però, è causato dal fatto che non si legge il manuale di istruzioni oppure non si seguono realmente le indicazioni mostrate sul display.
Prima fai l’associazione Bluetooth e poi fai anche quella Ble, cioè il protocollo Bluetooth Low Energy, che serve appunto per le Smart Notifications ed evita che la batteria si consumi troppo rapidamente.
Spesso chiamano l’assistenza per questo motivo e, con le nostre spiegazioni, che poi sono le stesse che trovano sul dispositivo, risolvono il problema.
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Ecco la Smart Notification di una telefonata in corso

– Cosa può causare lo spegnimento improvviso del dispositivo?
– La causa può essere un bug interno al prodotto e in questo caso ci sono 3 cose da fare partendo dal collegamento al computer e dall’eventuale installazione di un aggiornamento software.
Quindi, se la criticità viene rilevata, si fa un software reset, come scritto nel manuale.
Se il problema persiste si chiama l’assistenza e si fa una procedura di master reset, cioè viene resettato il dispositivo.
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Il servizio assistenza di Garmin Italia

Se nemmeno questo risolve il problema, se siamo entro i due anni di garanzia e con lo scontrino alla mano, lo sostituiamo con uno nuovo.
Tieni presente però che se il computer al quale lo si collega è infettato da virus, nel momento in cui gli si collega una periferica, anche questa viene attaccata dal virus.
E a noi arrivano centinaia di prodotti infettati e da ciò deduciamo che ne è stato fatto un uso improprio.
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Il guscio in silicone realizzato da Garmin.

– Qual è l’utilità delle custodie protettive, ovvero quando sono davvero utili?
– Hanno senz’altro la loro utilità in campo Mtb e, in caso di caduta, è bene avere fissato l’Edge sul manubrio tramite il laccetto che forniamo in dotazione.
E consiglio anche di aggiungere una pellicola protettiva sullo schermo dell’Edge.

– Una domanda da un lettore: Salve, sono in possesso di un Garmin Edge 520 ed ho notato, in svariate uscite, con i miei amici che usano smartphone con l’applicazione Strava (che cos’è Strava?) che a fine uscita, quando andiamo a ricontrollare le nostre prestazioni, tra i miei metri di dislivello registrati con Garmin e i loro registrati con Strava ci sono quasi sempre 300 mt di differenza in più per loro: com’è possibile?
– Innanzitutto, noi lavoriamo con un’integrazione delle nostre mappe che, come detto prima, va a perfezionare il dato rilevato. Su Garmin Connect, infatti, in assenza del dato di quota barometrico, è possibile attivare la correzione di quota e quindi, per me, è attendibile quello che fa Garmin Connect.
Sono anche io un utente Strava e, pur non essendo l’esperto di riferimento di Strava, posso dire al lettore che la differenza riscontrata sta nello strumento utilizzato.
Ovvero quanto detto prima: lo smartphone è un prodotto di grande versatilità, ma non avrà mai le prestazioni di uno strumento dedicato.
E nessuno smartphone, ad esempio, ad oggi, ha un altimetro barometrico integrato.

Abbiamo ricevuto un’altra domanda da un lettore: qual è la procedura corretta per abbinare un Garmin Edge 1000 con la Specialized Turbo Levo (qui il test)?
Rispondiamo con un video per fugare tutti i dubbi e precisiamo che quanto descritto è valido anche per tutti i dispositivi Garmin Edge compatibili Lev.

Per altre domande sui prodotti Garmin e sul loro utilizzo Matteo Bortesi vi invita a inoltrarle a questo indirizzo: support@garmin.it

Sì, ci siamo dilungati un po’, ma vista la tematica e visto che il periodo canonico delle ferie si avvicina, magari ora potrete utilizzare il vostro Gps con maggiore cognizione di causa e soddisfazione.
Oppure decidere con più sicurezza quale acquistare.
In ogni caso… buone pedalate!


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